svuota il cestino – (please) empty recycle bin

e poi mi ritorna per caso l’incipit di un film che ho amato moltissimo, e allora lo appoggio qui (con molta delicatezza e nostalgia):

"Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva d’essere un bambino. Per lui tutto aveva un’anima, e tutte le anime erano tutt’uno. Quando il bambino era bambino, su niente aveva un’opinione. Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via. Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo.

wingsofdesire2[1]Quando il bambino era bambino, era l’epoca di queste domande: Perché io sono io, e perché non sei tu? Perché sono qui, e perché non sono lì? Quando è cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio? La vita sotto il sole, è forse solo un sogno? Non è solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro? C’è veramente il male? È gente veramente cattiva? Come può essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare? E che un giorno io, che sono io, non sarò più quello che sono? Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed è ancora così.

Quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. Ed è ancora così. Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed è ancora così. A ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora più alta, e in ogni città, sentiva nostalgia di una città ancora più grande. E questo, è ancora così. Sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com’è ancora oggi. Aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne. Aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla. Quando il bambino era bambino, lanciava contro l’albero un bastone, come fosse una lancia. E ancora continua a vibrare".

 "Lied Vom Kindsein" — Peter Handke<!– –>

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21 thoughts on “svuota il cestino – (please) empty recycle bin

  1. …a proposito di bambini e di libri. Ho appena letto “Bambini nel tempo” di Ian McEwan. Visto che hai chiesto lumi te lo consiglio. E’ un viaggio dalle molte sfaccettature bambine. (Un bambino che è necessario recuperare ma non farsene dominare, quell’equilibrio così difficile) Interessante, un risvolto temporalspaziale misterioso e un finale dolcestruggente a sorpresa!
    ah! dimenticavo, forse riesco a partire pure io, a presto! 😛

  2. l’angolo con le due figurine in basso completa e rassicura: mamma regina mezzo pesce sirena. specie di carta da gioco. i cuori in mezzo sempre esasperanti. quella sopra vecchia ragazza da cornice, simpaticissima! certe tue figure hanno paura e si ritraggono come la scrittura che tende a sinistra anziché destra. o forse si preparano a mollar ceffoni …

  3. Colordonnola del mi corazon: lei è l’esegeta dell’anima mia!
    (ceffoni latenti ovunque? è cosa buona e giusta)
    rapita dallo commento tuo te beso annichilita

  4. Torno sul web mi leggo questo pezzo sognante, mi lascio riempire la testa con un po’ delle tue composizioni (scusa la brutta parola ma non me ne vengono altre al momento) e come al solito penso che sei una delle poche donne di cui posso affermare a voce alta “Cacchio, quella lì sì che è fottutamente brava”.
    😛

  5. Una sorpresa oggi: apro la tua pagina dopo un’assenza prolungata dovuta a ferie prolungate e necessarie e ti ritrovo, come dire (cerco parole il meno fraintendibili possibili e non le trovo perciò la butto lì) con un segno più sporco e tanto più interessante. 🙂

    E’, chiaramente, un complimento ché la pulizia formale l’hai mostrata con tutte le tue percedenti vignette. E sai quanto mi piacciono. Ma qui m’impigli al segno che si fa refuso d’intenzione che, però, vince.

    Spero d’essermi spiegata bene mentre chiudo con i miei più sincerissimi complimenti. :))

    Rr

    P.S- ti riscrivo il prima possibile ché non mi sono scordata di quanto dettoci un po’ di tempo fa. Spero di ritrovarti, sempre, disponibile mentre mi scuso della mia latitanza.

  6. Wenders ha influenzato parecchio la svolta filosofica della vita di Bono Vox,secondo me gli ha recato più consapevolezza che siamo anime eteree,inconsistenti a volerlo dire nel senso fisico,ci siamo e dopo un secondo non ci siamo più,e il nostro spessore è come quello degli angeli,sottilissimo come una linea e trasparente. Bono grazie a Wenders ha imparato che ha un angelo pure lui, e difatti nota come si è trasformato. Mi riferisco al suo ruolo sociale nel mondo.

  7. E poi Wenders ha compiuto un gesto di riconoscenza al regista che insieme a Kurosawa ha dilatato l’immagine del mondo verso i sogni, le trasparenze, i riflessi provvisori della luce, e che sarebbe il Maestro Michelangelo Antonioni.
    Un inchino prego !!

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